lunedì 12 giugno 2017

in cucina come CACTUS


Pochi pensieri, ma solo uno rimane un poco in testa; per far crescere ogni giorno una pianta bisogna accudirla con molta acqua; ma siamo tutti diventati cactus che necessitano solo di poche lacrime ogni 10 giorni.

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 La pasta alla fine si presta bene a tutto. Ha un gusto che puoi abbinare con qualunque cosa, dalle caramelle ai noiosi ragù per vegani.

Ovviamente io prediligo le ricette create dai rimasugli da frigo; sta volta son stata fortunata. I rigatoni erano perfetti per la crema di gorgonzola, con senape e miele. Dato che prediligo da sempre l'agrodolce a qualunque gusto, ci ho aggiunto anche alcuni acini d'uva bianca.


martedì 16 maggio 2017

MALESSERE

C'è qualcosa di oscuro anche quando viene scaturito da qualcosa di bello! Prende lo stomaco, invade la testa come un ronzio costante; si perde la leggerezza e si acquisisce la malattia. Allontanare, debellare, anche momentaneamente, certi pensieri... fattibile?
Oppure si tratta di un problema dovuto alla nascita, questo labirinto dal quale non si potrà mai trovare una fuga, bensì solo minotauri emotivi ed autodistruttivi.
Sarebbe come autogestire, o meglio, addomesticare la mente ad evitare certe strade.
Posizionare accuratamente lucchetti e pedaggi nel groviglio di pensieri attorno al nostro egoista intelletto. Avrebbe senso? Sarebbe come non abbuffarsi di Nutella si si ha della fame!

chissenefrega



giovedì 4 maggio 2017

LAVORA CHE TI PASSA!


Si lavora insaziabilmente quando si hanno soddisfazioni, nel caso manchino... forse bisogna modificare il tiro per arrivare all'obiettivo. La resilienza necessita di gratificazione. L'ego esige un continuo martirio per essere sano.
Forse un lavoro creativo necessita di maggior o assenza di lucidità, forse capirsi giorno per giorno può aiutare. 

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Sono sicura di non aver mai fatto uno strudel così buono. Forse perché, solitamente, ci schiacciavo dentro marmellate a caso e frutta cruda... ma sta volta mi sono impegnata nel cercare su Google qualche dritta. 
Ad esempio la base: burro sciolto con pangrattato, che ovviamente non lo avevo, ma lo ho sostituito con delle fette biscottate di quel mangiagalline di Banderas. Poi ho tritato con eleganza due mele, spadellate con cannella, zucchero e buccia di limone...
E basta direi. 
Chiuso e zuccherato in testa.






giovedì 9 marzo 2017

ORME


Stride come la forchetta sul piatto.
Si capisce subito se la strada percorsa risulta la più corretta per noi stessi. Non si torna indietro, si perde tempo e riprendere le orme precedentemente impresse è talmente mortificante.

Ritoccare il proprio percorso,
vivere di obiettivi.

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PLUMCAKE
Spesso compro la frutta, ma piuttosto di mangiarla evito di passare per il salotto. Quindi preparo un plumcake con le banane mature...e ci metto un quintale di cannella, zucchero a velo e uova di gallina. Taglio tutto malissimo appena cotto e lo farcisco con la crema pasticcera.

fine





venerdì 3 marzo 2017

LA TERRIBILE ARTE DEL DARE

Uno splendido gesto: togliere a sé stessi per dare ad altri qualcosa di tuo. In altri termini, armarsi di bagagli di altruismo da rinfacciare. Sarebbe come il voler partire avvantaggiati nel Monopoli, avendo già Parco della Vittoria e le 4 stazioni… oltre la fiaschetta come pedina.
Terribilmente inattaccabile da terzi, poiché già ci si posiziona in uno scalino lodevole… paragonabile alle indulgenze Cristiane. La religione ci è entrata dentro alla testa, dentro al nostro modo di ragionare.
Forse gestire meglio questo verbo, dosandolo al meglio. Dare a sé stessi tutto quello che ci fa star bene ed il resto … regalarlo onestamente agli altri; senza aspettarsi scontrini per il reso.

FINE

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Una cosa che ho scoperto negli anni è riguardante la cucina. La parentesi quotidiana dei fornelli, è un momento che mi rilassa ed allo stesso tempo mi ricarica molto. Profumi, musica alta e cerotti ne fanno da contorno.


Ovviamente si parla unicamente di avanzi di frigo... in casa si fanno raramente le spese specifiche.
Questi tortellini al Radicchio, sono stati preparati con un'ingrediente originalissimo: il radicchio spadellato; grana e pangrattato spadellato... ed infine dell'arancia fresca grattugiata.

















giovedì 4 agosto 2016

Scarpe e parolacce

Non comprendo a pieno l’ostinata volontà di evitare i reali conflitti all’ordine del giorno. Ci si offende per una parolaccia, quando un mancato gesto risulta molto più diretto e profondamente aggressivo di un qualunque VAFFANCULO. L’urlare sta a rappresentare un potenziale sordo. La necessità di comunicare a volte viene ricambiata che una maggior quantità di parole futili ed inutili. Incomprensibile giustificare tale cosa; ma in realtà no. Forse chiunque deve scegliere come affrontare quanto deve percorrere, poiché è già invaso da intoppi ed obblighi. Perciò sta a noi calzare le giuste scarpe ogni giorno.


“A tired banana & an empty mind
at 7 a.m. My world offends my eyes
bleary as an envelope cried-over
after the letter’s lost.
… “
John Berryman



domenica 20 marzo 2016

false influenze!

Si nasce con il pensiero fisso di dover fare una famiglia, di avere un lavoro stabile che ti porti alla tomba e di dover sostenere il senso di colpa generato dalla falsa bontà. Un senso di frustrazione che mano a mano annienta la serenità con la quale bisognerebbe vivere. L'individuo dovrebbe puntare a fare ciò che reputa migliore per sé stesso, invece è viziato e pretenzioso. Aspettative dettate da una cultura monoteista che la realtà continuativamente ci sottolinea la completa inattendibilità.

notte

mercoledì 16 marzo 2016

solo te!

Smetterla di bramare qualcosa che viene dagli altri per potersi dedicare verso sè stessi.
é vero, la solitudine non esiste, ma si attira ciò che si proietta verso di noi. Finalmente le energie si stanno riversando verso l'unica protagonista della vita. Nonostante le parole non dette ed i gesti soffocati siano la sostanza più avvilente da trattenere; non è detto che non siano un qualcosa che verrà ripreso tra qualche giorno, ora o anno.

Aspettative e silenzi,
valige e sigarette.


martedì 24 novembre 2015

fagioli e zucca...


Questa sera ho molto poco in frigo e la voglia di fare la spesa non è minimamente presente; fortunatamente i mezzi tecnologici ci permettono di congelare vari alimenti, quindi riesco ad evitare il digiuno. In questo ultimo anno ho scoperto quant'è piacevole e soddisfacente cucinare.
Pertanto, secondo la spinta di un vecchio amico, ho deciso di annotare qualche ricetta correlata al mio umore quotidiano ed al disegno. Il periodo non è proprio dei migliori, ma non bisogna aspettarsi idilliaci momenti perché siamo noi stessi a scegliere la strada da percorrere e soprattutto come percorrerla. Ad ogni modo, sento di dover espellere le tensioni accumulate da terze persone e da alcuni avvenimenti spiacevoli.



perciò sta sera faccio FAGIOLI E ZUCCA.
in congelatore ho un sacchettino di fagioli Borlotti sgranati appena 1 mese fa
ed un altro sacchettino di zucca a pezzi, curata con fatica, tenacia e tanto dolore.

io non sono dedita alle ricette, bensì ai concetti.
quindi non credo sia difficile da immaginare il procedimento di questo piatto.

i fagioli li cucino in acqua fredda con l'alloro per 20 minuti, nel frattempo faccio soffriggere la cipolla per poi aggiungerci la zucca a pezzi (15 minuti). Unisco il tutto e quando ho fame assaggio e sento a che punto è la cottura. Personalmente aggiungerei anche rosmarino ed un peperoncino.