martedì 22 luglio 2014

Ragionamento dettato dall'umidità!!!!

c'era una volta una piccola fiammiferaia che stava insieme ad un emerito coglione; lei non aveva il coraggio di mollarlo... anzi... le piaceva crogiolarsi nella malsana accettazione che in fin dei conti... ognuno di noi ha qualcosa di buono! un bel giorno il coglione venne mangiato da un'orca assassina che odiava i delfini quanto Giul, la famosa illustratrice di mostri! La fiammiferaia triste triste mollò un potentissimo starnuto che le liberò orecchie, naso ed occhi dalla fuliggine di cui era impregnata. Di li a poco, scosse da sè anche la fuliggine che aveva sulle spalle, sul petto e sulla testa. mai stata così leggera, prese e balzò in avanti... lasciando solo le orme sporche, che via via, andavano a sbiadire.

un anno da una delle tappe più importanti della mia vita.
non è un anniversario, non è una ricorrenza. va solo ricordato girando la testa ma non le spalle. E' stato un anno colmo di miriadi di fatiche ed accadimenti. Mi sento come se avessi fatto passi da formica fino a 26 anni, ma in un anno ho recuperato tutto. non che sia stata stazionaria su un gradino, sono pur sempre cresciuta, ma forse... solo dentro me stessa. In un anno ho buttato fuori e cercato lo specchio dove mostrare questo mio essere. La prova l'ho superata dentro me stessa e l'autostima è arrivata. Non lo avrei mai detto.. ma posso dirmi felice e soddisfatta!
sono affaticata dalla scalata, ma sento tantissima energia scorrere sotto pelle... che ne sono inebriata.
è come il Battello ebbro di Rimbaud..

"... La tempesta ha benedetto i miei marittimi risvegli.
Più leggero d'un sughero ho danzato tra i flutti
che si dicono eterni involucri delle vittime,
per dieci notti, senza rimpiangere l'occhio insulso dei fari!

Più dolce che ai fanciulli la polpa delle mele mature,
l'acqua verde penetrò il mio scafo d'abete
e dalle macchie di vini azzurrastri e di vomito
mi lavò, disperdendo àncora e timone.

E da allora mi sono immerso nel Poema
del Mare, infuso d'astri, e lattescente,
divorando i verdiazzurri dove, flottaglia
pallida e rapida, un pensoso annegato talvolta discende;

dove, tingendo di colpo l'azzurrità, deliri
e lenti ritmi sotto il giorno rutilante,
più forti dell'alcol, più vasti delle nostre lire,
fermentano gli amari rossori dell'amore!..."



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giovedì 17 luglio 2014

Vita.Una di tante. Da condividere.

Talvolta capita di conoscere delle persone che rimangono impresse nella mente.
Forse per la loro energia o per i racconti che vogliono condividere con te in quell'attimo. La fame di conoscere ciò che una vita ha vissuto... da cosa può essere dovuta??
La voglia di assaporare l'esperienza di una personalità esterna a me può essermi da guida in questo esatto momento.
Oliver. Due metri di croato biondo... dotato di pancia quanto di anni di vita. Parla della guerra, di droghe... di viaggi..  di lauree e di signorine. Ne parla senza vanto, ma come storia. Non giudico, non m'interessa, perché sarà un dialogo che andrà a morire. Ma la questione che mi fa riflettere e non distogliere l'attenzione è rivolta alla sua fame di vita. Discutibile... ma poco importa. Ha assaporato e spinto molto. Indipendente e autonomo, quasi eccessivamente solo, ma gran lavoratore.
Rapporto questi punti... (non situazioni) alla mia vita attuale. Comprendo e svelo alcuni miei limiti, mi pongo nuovi obiettivi. Rimane il mio punto stabile: il disegno.
Nulla di più importante. Quando arriverò alla mia soddisfazione personale nell'ambito artistico avrò raggiunto la quiete e l'equilibrio nell'ambito più personale. Ne sono certa. Sono convinta che sono vicina alla soluzione del bagaglio datomi anni addietro. Dopo questo. Saprò riformulare una nuova andatura per invadere il futuro.
Credo che i primi 27/28 anni di vita vadano dedicati al comprendere e digerire ciò che abbiamo ereditato, sviluppato e vissuto.. il resto lo potrai assaporare solo quando avrai capito il resto.
Mi sento alla fine del limbo e scorgo la porta di un nuovo capitolo. Nessuna noncuranza può essere accettata nella vita poiché tutto riaffiora sempre. Voglio svelare e non vivere chiusa dentro ad una gabbia da me costruita.
Le foglie vecchie si stanno tutte posando e l'albero è spoglio ma è pronto ad ospitare e sostenere qualunque cosa gli si posi addosso.
Non devo distrarmi da smancierie... da pensieri tortuosi.. da inutili fatiche... devo dare spazio all'essere ed alla cosa che mi fa sentire Giul .. il disegno.